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<- Indice argomenti LA STERILIZZAZIONE DEI CONIGLI

La sterilizzazione consiste in un intervento chirurgico che si effettua in anestesia generale e si può effettuare sia sul maschio che sulla femmina.
Nelle conigliette consiste nell’asportazione di utero e ovaie e ha la funzione di prevenire l’ insorgere di tumori all’utero e alle mammelle che si possono presentare intorno al quinto anno di vita, in più evita il formarsi di pseudogravidanze che spesso creano problemi di salute.
Altre patologie a cui una coniglietta può andare incontro solo le infezioni all’utero e gli aneurismi interni che vengono causati dagli ormoni femminili.
Nei coniglietti invece consiste nell’asportazione dei testicoli e fa si che diminuisca o sparisca l’istinto di marcare il territorio e li predispone a sporcare solo nella cassetta.
I BENEFICI
Questo intervento comporta dei benefici sia sul carattere che sul comportamento. Il coniglio, una volta raggiunta la maturità sessuale può manifestare comportamenti a volte poco simpatici quali ad esempio il fatto di marcare il territorio con feci e urina per il maschio e l’aggressività da parte della femmina. Tali comportamenti , dettati dagli ormoni sessuali, sono del tutto normali e possono variare da soggetto a soggetto, anche se molti coniglietti raggiunta la maturità rimangono docili e tranquilli. La sterilizzazione oltre ad evitare i problemi di salute fa si che anche i soggetti più turbolenti tornino ad essere più tranquilli diventando più docili, affettuosi e puliti.
La sterilizzazione potrebbe essere necessaria nel caso si possegga una coppia di coniglietti per evitare un susseguirsi di gravidanze indesiderate che stresserebbero molto la femmina (e voi!) , oppure se il coniglietto ha dei problemi di salute ed è soggetto a malattie.
I RISCHI
C’è da dire che alcuni veterinari consigliano la sterilizzazione al raggiungimento della maturità sessuale (cioè 6/8 mese per i maschi e 4/5 mese per le femmine) perché si ha il vantaggio di intervenire su un animale giovane e sano, e teoricamente non troppo grasso.
Ad ogni modo per l’intervento bisogna rivolgersi ad un medico veterinario con esperienza nella cura di questi animaletti per ridurre al minimo i rischi anestesiologici che attualmente sono più elevati rispetto ad altri mammiferi e in particolar modo bisogna fare attenzione nei coniglietti d’angora e albini. Al contrario di molti altri animali il coniglio non deve osservare il digiuno preoperatorio per evitare l’insorgere di un’ipoglicemia però, durante l’intervento, necessita di un materassino termico che impedisca l’ipotermia causata dall’anestesia.
E’ bene inoltre sottoporre il coniglietto ad una serie di visite e di esami pre-operatori che ne constatino la condizione di salute generale per diminuire al massimo i rischi che comporta l’intervento in sé, come ad esempio il verificarsi di emorragie o complicanze causate da gravi patologie con sintomi poco evidenti. Anche l’obesità è uno dei rischi da non trascurare poiché non solo espone il coniglio alla possibilità di sviluppare gravi patologie del fegato ma rende l’operazione molto più difficile soprattutto nella femmina dove, per sterilizzare, si rende necessaria l’apertura dell’addome che può causare l’accidentale lesione di altri organi.
LE CURE POST-OPERATORIE
A intervento avvenuto al nostro amichetto verranno applicati un paio di punti di sutura e gli saranno somministrati degli analgesici. Quando poi verrà dimesso il veterinario dovrà istruirci su come proseguire le cure e come tener controllata e pulita la ferita.
Dobbiamo infatti controllare spesso la zona operata per assicurarci che non si formino infezioni e per evitare che ciò avvenga il coniglietto andrà alloggiato in una gabbia senza lettiera che verrà sostituita da teli puliti o da carta di giornale quotidiano.
Durante i primi giorni capita spesso che il nostro amichetto si rifiuti di mangiare ma poi nei giorni successivi ritornerà a nutrirsi regolarmente, se ciò non dovesse succedere bisognerà somministrargli, attraverso una siringa, dei farmaci per stimolare l’intestino e del cibo frullato. Può capitare anche che si renda necessaria una terapia antibiotica per i cinque giorni successivi all’intervento.
LE DIFFERENZE SOSTENZIALI
La differenza sostanziale che c’è fra castrazione del maschio e sterilizzazione della femmina è che nel maschio non è necessario aprire l’addome mentre nella femmina si e ciò comporta più rischi, infatti è un intervento più lungo, decisamente più delicato (e costoso), e la convalescenza può risultare più lenta.
In più nelle tre settimane successive all’intervento il maschio può essere ancora fertile poiché può ancora contenere del liquido seminale nei condotti .
Ad ogni modo se il coniglio è in buona salute la sterilizzazione non ha controindicazioni e non incide assolutamente ne sull’intelligenza ne sulla vivacità del coniglietto (il coniglietto non diventerà più pigro!!!).

Se siete al corrente di informazioni sulla sterilizzazione e/o sull’anestesia fatecelo sapere! Magari raccontando la storia dell’intervento del vostro amichetto spedendo una mail a info@ilmioconiglio.it


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